Perché parliamo della natura in terza persona?
Perché pensiamo la natura come se fosse una cosa lontana da noi. Come se fosse un luogo dove andare, non qualcosa che siamo. Vediamo più “natura” in un parco naturale dove offrono trekking organizzati, con guide e cartelli ben fatti, che in un margine autostradale dove crescono quattro fiori selvatici senza nessun colore accattivante. Senza nessuno che li chiami “esperienza”. Eppure quei fiori resistono. E in quel gesto minuscolo, quasi invisibile, c’è una lezione enorme.
Se ci sentiamo esterni, come possiamo rigenerare davvero? Come possiamo voler creare nuove attività per rigenerare i nostri ambienti se continuiamo a sentirci agenti esterni?
Se pensiamo alla natura come qualcosa da proteggere là fuori, come se noi fossimo sempre e comunque “altro”: osservatori, gestori, consumatori, visitatori.
Lo dice Jane Bennett in Materia Vibrante. un’ecologia politica delle cose (2023):
un concetto di agentività che superi il dominio dell’umano ci porterebbe a coltivare politiche più responsabili ed ecologicamente sostenibili. Politiche non finalizzate a diffondere sensi di colpa o condannare le persone, ma dedite a comprendere la rete di forze che informano situazioni ed eventi.
In altre parole: non serve sentirsi colpevoli. Serve sentirsi parte.
Una giornata a Radici – Museo della Natura
Per approfondire questi discorsi, gli alunni e le alunne di Ecoprise hanno passato un’intera giornata da Radici – Museo della Natura. E già il nome dice molto: Radici, Non un luogo da visitare soltanto, ma uno spazio che ti ricorda da dove vieni. Radici è una realtà creata da un team di quattro donne: Raffaella Quattrocchi, Caterina Strafalaci, Chicca Cosentino e Irene Mottareale; ognuna con il suo percorso personale e professionale, tutte che volevano offrire qualcosa di più a la città di Palermo. Non semplicemente un museo, ma un laboratorio vivo, un punto di incontro, un posto dove si parla di rigenerazione in tutte le sue forme — sociale, urbana, culturale, educativa.
Un luogo che prova a fare una cosa semplice e rivoluzionaria: ricollegare piccoli e grandi con la natura, e far capire che anche loro sono natura.
Non “vicini” alla natura. Non “amici” della natura. Non “difensori” della natura. Natura.
Permacultura: non è teoria, è pratica quotidiana
Dentro Radici c’è un modo di stare al mondo che ricorda molto i principi della permacultura, e si sente nelle scelte concrete. Radici crea spazi dove non per forza si deve consumare. Dove il valore non nasce dall’acquisto, ma dall’incontro. Dove si mette in luce il lavoro e la dignità umana. Dove contano la condivisione, la comunità e l’innovazione. E questa è una forma di rigenerazione che spesso dimentichiamo: non solo suolo, piante, biodiversità. Ma anche relazioni, tempo e fiducia.
Conoscere l’opportunità imprenditoriale di Radici ha aiutato i partecipanti a riflettere sui propri progetti personali. E qui la cosa si fa davvero interessante, perché i sogni che sono emersi (o cresciuti) dentro Ecoprise sono diversi, concreti, e soprattutto… pieni di senso.
Tra i progetti raccontati ci sono imprese sostenibili di apicoltura, ecovillaggi con attività permaculturali e agricola indipendente, laboratori artigianali di dolci siciliani, percorsi ecosomatici per la salute fisica e mentale, modelli di CSA (Community Supported Agriculture) con alto valore formativo, startup agricole, e un centro polifunzionale per prendersi cura delle e dei professionisti della salute attraverso esperienze residenziali ecosomatiche.
Tutti questi progetti sono nati o si sono rafforzati dentro il corso Ecoprise. E i loro creatori e creatrici si sono confrontati durante due giorni di presentazioni di buone pratiche nella città di Palermo, per prendere ispirazione. Non in modo competitivo, ma in modo generativo.
Durante la giornata a Radici, i partecipanti hanno anche preso parte a un laboratorio di stampa naturale artigianale con Caterina, artigiana e parte del team di Radici. In quel laboratorio si è esplorato come creare le identità dei loro progetti, usando materiali di scarto, naturali e/o riciclati.
E questo passaggio è stato più potente di quanto sembri. Perché spesso pensiamo che la sostenibilità sia una cosa “grande”: un business model, una certificazione, un piano strategico, un impatto misurabile.
Ma la verità è che si parte da qui, dal modo in cui scegliamo una carta, recuperiamo un materiale o da quanta attenzione mettiamo anche nella parte più invisibile del progetto; dal rispetto delle risorse quando nessuno ci guarda.
Rigenerare non è aggiustare. È cambiare sguardo.
La rigenerazione non è solo “riparare” quello che abbiamo rotto. È un cambio di postura, di paradigma. È smettere di guardare il mondo come qualcosa da sfruttare, ottimizzare o “usare bene”, e iniziare a sentirlo come una rete di forze, relazioni, materia vibrante — come direbbe Bennett — in cui noi non siamo il centro, ma un nodo tra gli altri.
E tu, vorresti vivere un’esperienza simile?
Se anche tu vorresti partecipare a una giornata come questa — dove impari, sperimenti, ti confronti e ti senti parte di qualcosa — segui il corso Ecoprise.
Scoprirai come avviare un modello imprenditoriale rigenerativo che non si limita a ridurre l’impatto, ma prova a creare valore vero: umano, ecologico, comunitario.
Perché la natura non è un posto dove andare. È un’appartenenza da ricordare.



















ECOPRISE- Future-oriented social entrepreneurship through Ecovillage Design è un progetto co-finanziato Erasmus+, nato dalla collaborazione delle seguenti organizzazioni:
- CESIE (coordinatore, Italia)
- Land (Italia)
- Iscte - Instituto Universitário de Lisboa (Portogallo)
- GLOBAL ECOVILLAGE NETWORK OF EUROPE (Germania)
- UNIVERZITET U NOVOM SADU (Serbia)
- UAB THEORIA -The Critical (Lituania)
- EUROTRAINING EDUCATIONAL ORGANIZATION (Grecia)
- ReadLab Bruxelles (Belgio)
- CSI CENTER FOR SOCIAL INNOVATION LTD (Cipro)
- GRANTXPERT (Cipro)
- Mazoji Bendrija Zaliasis judejimas (Lithuania)
- ECQA GMBH (Austria)
Per ulteriori informazioni su ECOPRISE, contattare Alejandra Infante Velado, alejandra.infantevelado@impresasocialeland.org .
