Turismo di Comunità: dal confronto alla co-progettazione degli itinerari esperienziali

Il percorso verso un turismo più sostenibile e radicato nei territori prosegue con il Secondo Atelier di Comunità sul Turismo Esperienziale – che si terrà a Borgo Danilo Dolci mercoledì 25 marzo 2026 dalle ore 09.00 – e che si pone l’obiettivo di co-progettare due itinerari turistici di comunità, costruiti insieme alle realtà locali già coinvolte nel primo incontro dello scorso 12 marzo.

Il primo atelier, ospitato nel suggestivo Borgo di Danilo Dolci nel territorio del Golfo di Trappeto, ha rappresentato un momento fondamentale di confronto e attivazione. Ad aprire i lavori è stata Daniela Dolci, che ha accolto i partecipanti sottolineando il valore simbolico e progettuale del luogo: «mi pare importantissimo che questa zona, che ancora non è estremamente oppressa dal turismo, possa generare un turismo alternativo». Un invito chiaro a immaginare modelli diversi da quelli del turismo di massa, spesso “distruttivo”, per puntare invece su una nicchia di turismo sensibile, interessato alla nostra cultura.

Durante la giornata del 12 marzo, oltre sessanta partecipanti — tra studenti, operatori culturali, organizzazioni del terzo settore, imprese creative e professionisti del turismo non convenzionale — hanno contribuito a delineare bisogni, opportunità e visioni per il futuro del territorio. Tra questi, anche studenti e studentesse dell’Istituto Danilo Dolci di Partinico (sezione turismo) e il prof. Barbera, accademico ed esperto di Paesaggio Mediterraneo, che hanno portato uno sguardo fresco e consapevole sulle potenzialità del territorio e sull’importanza di costruire opportunità concrete per le nuove generazioni.

Il confronto intergenerazionale e multidisciplinare ha evidenziato quanto sia centrale fare rete. Come ha osservato Marco Coico de Le Vie dei Tesori, «occasioni come queste sono veramente preziose», perché permettono di ritrovarsi tra attori diversi ma affini e di far emergere «idee molto significative» a partire da esigenze e visioni condivise.

Un contributo rilevante è arrivato anche da Francesca Vannini di Addio Pizzo Travel, socia dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile, da anni impegnata nella promozione di modelli turistici etici e sostenibili. Il suo intervento ha rafforzato il legame tra turismo responsabile e territori fragili, sottolineando come, in contesti segnati dallo spopolamento, il turismo possa diventare leva di rigenerazione sociale ed economica.

Al centro del dibattito è emerso con forza il tema della “Restanza”. Come evidenziato nel corso dell’Atelier, si tratta di una scelta che va oltre il semplice restare: significa costruire attivamente nuove prospettive nei territori, generando valore a partire dalle risorse locali. In questa prospettiva, il turismo di comunità diventa uno strumento concreto per attivare processi di sviluppo che partono dalla comunità e alla comunità ritornano.

Il secondo Atelier si inserisce in continuità con questo percorso, traducendo le riflessioni emerse in azioni concrete. Le persone che parteciperanno saranno chiamate a lavorare insieme alla definizione di due itinerari turistici esperienziali, capaci di raccontare il territorio attraverso le sue risorse culturali, ambientali e sociali. Un processo di co-progettazione che punta a rafforzare le connessioni tra gli attori locali e a costruire un’offerta turistica autentica, sostenibile e condivisa, in cui la “restanza” diventa non solo un tema, ma una pratica viva e generativa.

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Ti aspettiamo
mercoledì 25 marzo 2026 | dalle ore 9:00
presso il Borgo Danilo Dolci, Trappeto (PA)

EXTOR – Experiential tourism for sustainable rural development è un progetto finanziato dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ – INAPP e nasce dalla collaborazione tra:

Per ulteriori informazioni su EXTOR, contatta Aurelia Schera: aurelia.schera@impresasocialeland.org.