Comunità che si assottigliano, saperi che rischiano di perdersi, nuove generazioni che guardano lontano per costruire il proprio futuro: è possibile invertire la rotta per realtà preziose come Trappeto, Terrasini e Partinico che rischiano di perdersi?
Negli ultimi anni l’area costiera e collinare del Golfo di Castellammare sta vivendo dinamiche socio-economiche complesse e contraddittorie. Da un lato, il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e la riduzione dei servizi essenziali mettono a rischio la coesione sociale e la trasmissione dei saperi antichi e locali. Dall’altro, la crescita dei flussi turistici in Sicilia occidentale, l’aumento delle locazioni brevi e il ritorno di interesse verso borghi autentici e destinazioni meno affollate aprono nuove prospettive di sviluppo.
Terrasini, grazie alla vicinanza con l’aeroporto Falcone-Borsellino e alla sua forte vocazione balneare, intercetta già un turismo stagionale significativo, ma fatica a destagionalizzare e a distribuire i benefici economici lungo tutta la filiera locale. Trappeto, con la sua dimensione raccolta e la memoria delle esperienze sociali legate al Borgo Danilo Dolci, rappresenta un laboratorio ideale per sperimentare modelli di turismo capaci di coniugare inclusione, educazione e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale. Partinico, con il suo entroterra agricolo, le tradizioni vitivinicole e artigianali, vive invece una fase di trasformazione profonda: agricoltura in crisi, nuove povertà, ma anche energie imprenditoriali emergenti e spazi da rigenerare.
In questo contesto fragile ma fertile, quale ruolo può giocare il turismo esperienziale e di comunità?
I trend più recenti nel settore turistico parlano chiaro: cresce la domanda di autenticità, relazioni, esperienze trasformative. Chi viaggia cerca sempre più laboratori artigianali, cammini rurali, percorsi enogastronomici, storytelling territoriale, esperienze agricole e marinare condivise con chi quei luoghi continua ad abitarli. Non basta più “visitare”: quando si viaggia c’è desiderio di partecipare, comprendere, contribuire.
Per questi territori e per le persone che li abitano questo significa attivare processi concreti di innovazione sociale:
- recuperare immobili inutilizzati per dar vita a forme di ospitalità diffusa e spazi ibridi di comunità;
- trasformare le produzioni locali — dall’olio al vino, dalla pesca ai trasformati artigianali — in esperienze narrative capaci di generare valore aggiunto;
- costruire reti stabili tra associazioni, cooperative, imprese sociali e operatorɜ del turismo;
- investire nella formazione di giovani e donne sulle competenze legate all’accoglienza, al marketing digitale e alla progettazione di esperienze;
- elaborare un racconto unitario ma corale che integri costa ed entroterra, superando frammentazioni amministrative e logiche competitive.
Il bisogno che emerge è chiaro: non solo attrarre visitatorɜ, ma generare economie radicate, inclusive e capaci di redistribuire valore nella comunità. Il turismo delle esperienze e della comunità può diventare una leva concreta contro lo spopolamento, se costruito in modo partecipato, con una governance locale forte e visioni di lungo periodo.
Parliamone insieme in occasione del primo Atelier di Comunità
L’incontro sarà un momento di ascolto e confronto con associazioni, realtà locali, operatorɜ economicɜ, giovani, amministratorɜ e cittadinɜ, per far emergere bisogni reali, criticità e opportunità legate al turismo come strumento di rigenerazione socio-economica.
Sarà l’occasione per leggere insieme le trasformazioni in atto, individuare gli asset territoriali ancora inespressi — naturali, culturali e relazionali —, immaginare nuove filiere esperienziali integrate tra zone costiere e aree rurali, al fine di costruire nuove alleanze operative tra pubblico, privato e terzo settore, capaci di tradurre le idee in progettualità concrete.
Partecipa al confronto, porta la tua voce e proponiti come parte attiva del futuro del tuo territorio!
Ti aspettiamo
giovedì 12 marzo 2026 | dalle ore 9:00
presso il Borgo Danilo Dolci, Trappeto (PA)
Evento gratuito (pranzo incluso) — per partecipare scrivi a aurelia.schera@impreasocialeland.org.
EXTOR – Experiential tourism for sustainable rural development è un progetto finanziato dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ – INAPP e nasce dalla collaborazione tra:
- LAND Impresa Sociale (coordinatore, Italia)
- INFODEF (Spagna)
- DieBerater (Austria)
- Einurd (Islanda)
- CSI – Center for Social Innovation (Cipro)
- OTC – Olypic Training & Consulting (Grecia)
- CANDIDE (Belgio)
Per ulteriori informazioni su EXTOR, contatta Aurelia Schera: aurelia.schera@impresasocialeland.org.
