Come il cambiamento climatico sta trasformando l’agricoltura

L'aumento delle temperature, la scarsità d'acqua e stagioni di coltivazione sempre più imprevedibili stanno costringendo l'agricoltura a cambiare più velocemente che in qualsiasi altro momento della storia recente. Energia e uso del suolo non possono più essere trattati come problemi separati: vanno risolti insieme.

La scorsa settimana, una delegazione internazionale è arrivata in Sicilia per esplorare possibili soluzioni a queste sfide, in tre giorni di scambio nell'ambito del progetto EVECSA.

L'agrivoltaico come risposta concreta

La visita si è aperta con la presentazione dell'impianto agrivoltaico di LAND Impresa Sociale, dove pannelli solari e coltivazioni condividono lo stesso terreno invece di competere per esso.

Le persone partecipanti hanno preso visione della ricerca in corso, che confronta la crescita dei limoni coltivati sotto i pannelli con quella delle piante coltivate a cielo aperto: dati che rispondono direttamente a una delle domande centrali dell'agricoltura climate-smart, ovvero se produzione di energia rinnovabile e produzione alimentare possano coesistere senza che l'una comprometta l'altra.

Diversificare per costruire resilienza

Il gruppo ha poi visitato l'Orto di Rosolino, dove la consociazione – coltivare insieme specie diverse che si sostengono a vicenda – viene applicata alla frutta tropicale, riducendo il ricorso a input esterni. Con il cambiamento delle condizioni di coltivazione, questo tipo di diversificazione sta diventando sempre meno una sperimentazione e sempre più una necessità.

La sessione ha toccato anche il tema di come i produttori siciliani riescano a generare maggiore valore lungo le filiere nazionali e internazionali, un promemoria del fatto che l'adattamento climatico, per potersi davvero diffondere su larga scala, deve avere anche senso economico.

Uno scambio di buone pratiche con la Finlandia, la Polonia e il Ghana

Alla visita hanno preso parte partecipanti da Finlandia, Polonia e Ghana, insieme ai partner locali siciliani da CORERAS e l'Università di Palermo: tre giorni trascorsi al Borgo Danilo Dolci, nato dall'eredità dell'omonimo educatore e attivista e oggi centro per il dialogo aperto, l'educazione non formale e l'innovazione ecologica.

Riunire contesti agricoli e climatici così diversi non è casuale: i sistemi sperimentati in Sicilia dimostrano il proprio valore solo se riescono ad adattarsi anche ad altre regioni, alle prese con versioni diverse della stessa crisi.

La crisi climatica non è un problema futuro per l'agricoltura: sta già cambiando dove e come viene coltivato il cibo. Il lavoro di LAND sull'agrivoltaico e sulla gestione sostenibile del territorio è una risposta concreta a questo cambiamento, e scambi come questo, che mettono alla prova il modello confrontandolo con partner reali provenienti da contesti reali, sono ciò che rende quella risposta sempre più solida.